Quelli che "ci aspettano (numero a caso) finali" (di solito lo dicono allenatori - giocatori - dirigenti che hanno fatto pena per tre quarti di campionato e alla fine, per salvare la ghirba, si trovano a dover vincere tutte le poche partite restanti: le "finali", appunto);
quelli che "adesso pretendiamo rispetto" (lo dicono i dirigenti delle grandi squadre dopo aver subito un torto arbitrale, ma ovviamente si sono ben guardati dal dire "i nostri avversari meritano più rispetto" dopo averli ripetutamente battuti grazie a sviste arbitrali a favore);
quelli che "pronto un dossier con tutti gli errori arbitrali a nostro danno" (dossier che non viene quasi mai presentato ma solo "ventilato", e al quale comunque non corrisponde mai un "controdossier" che documenti anche i favori ricevuti);
quelli che "torti e favori arbitrali a fine anno si compensano" (come no, e io sono Brad Pitt);
quelli che, 24 ore dopo la morte di un calciatore, sono riusciti a litigare e addirittura a convocare una riunione per decidere come recuperare il turno di campionato saltato, quando c'era un regolamento ben chiaro in proposito e sarebbe bastato applicarlo;
quelli che "la Serie B è un campionato lungo e difficile", e su questa frase si sono costruiti una fama di esperti del campionato cadetto;
quelli che "il triplete e la manita", ma poi non sono in grado di formulare una frase secondo le più elementari regole della grammatica italiana (PS: so io dove te lo lascerei, il segno delle dita della "manita");
quelli che prima avevano Gualtiero Zanetti e Gino Palumbo, e adesso titolano "StraMOUccioni";
quelli che "Juve - Messi, sogno possibile" (titolo davvero uscito su un giornale italiano);
quelli che "Caracciolo più o meno vale Gilardino";
quelli che "ho chiarito tutto davanti al magistrato, sono sereno", e poi si ritrovano deferiti, condannati e squalificati senza sapere perché;
quelli che sono "parte lesa";
quelli che "abbiamo 29 scudetti", e hanno anche ben poca vergogna;
quelli che "Moggi è il male del calcio", ma continuano a pendere dalle sue labbra;
quelli che "Zeman è un perdente invidioso", e oltre a non avere vergogna non hanno neanche dignità;
quelli che hanno vinto "la Champions dei giovani";
quelli che comprano pippe straniere all'estero e poi si sorprendono se le loro squadre fanno pena, se il livello del campionato si abbassa e se la gente non va più allo stadio;
quelli che lottano per andare in Europa League e l'anno dopo fanno di tutto per uscirne il più presto possibile;
quelli che "per la salvezza potrebbe bastare il penultimo posto in Serie A", della serie: sapete mica qualcosa che noi ancora non sappiamo?
quelli che "il codice etico", ma ogni tanto si dimenticano di applicarlo;
quelli che il calciatore più cattivo del globo terracqueo è Balotelli, gli altri son tutti santarellini;
quelli che non vorrebbero portare Balotelli agli Europei perché "sai, il codice etico...": tanto le Coppe si vincono con le buone maniere, non con i gol;
quelli che si mangiano le parole eppure lavorano nella Tv pubblica al seguito della Nazionale italiana di calcio;
quelli che "bisogna lasciare spazio ai giovani" e poi lavorano in tv (o nei giornali) da 50 anni e hanno 70 anni, e a schiodarsi non ci pensano proprio;
quelli che continuano a giocare sapendo che nel giro di poche settimane le classifiche verranno stravolte dall'ennesimo scandalo;
quelli che hanno trasformato il calcio italiano in un Titanic e ci stanno danzando sopra.
ah ah bellissimo articolo Carlo! quanti luoghi comuni attanagliano il mondo del pallone! e poi StraMOUccioni non si può proprio sentire :-)
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