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martedì 30 dicembre 2014

NOTE D'AZZURRO: BILANCIO AGRODOLCE DEL 2014


Meno di ventiquattr'ore a San Silvestro, ed è dunque giunto anche per il blog il momento del consuntivo annuale, che traccerò con la schiettezza di sempre. Del resto, non è mia abitudine vantare successi inesistenti, casomai mi piace gioire dei piccolissimi traguardi raggiunti con tempo, fatica e pazienza, e che in quasi tre anni e mezzo di cammino non sono mancati, tutto sommato. Il mio obiettivo più realista, per questo 2014 che se ne va, era tenere "Note d'azzurro" sugli stessi livelli dei dodici mesi precedenti, e il post che pubblicai nel dicembre scorso me ne è testimone; il sogno, talmente scontato da non dover nemmeno essere sottolineato, era quello di crescere e ampliare il cosiddetto "bacino d'utenza" di questo spazio semi - giornalistico. 
DIFENDERE LE POSIZIONI - Ecco, in tutta franchezza: se il primo traguardo è stato sostanzialmente raggiunto, pur se con una lieve tendenza al ribasso, il sogno di cui sopra è rimasto, per l'appunto, un sogno. Da gennaio ad oggi, il blog ha registrato circa 25mila visite, grosso modo quanto aveva messo insieme nel 2013 (per la verità leggermente meno, ma si tratta comunque di una oscillazione di scarso rilievo). Mi accontento perché di questi tempi è già tanto "tenere il mercato", stabilizzarsi, conservare uno zoccolo duro di aficionados e non rimetterci troppo nella forbice fra nuovi lettori e defezioni: in fondo, e dovrei ripetermelo più spesso, questo è solo uno spazio amatoriale, per quanto curato con scrupolo, amore, attenzione. Gli dedico il tempo che posso, e negli ultimi due mesi sono forse stato un po' meno assiduo, ma quando arriva un po' di lavoro in più (lavoro vero), pur se provvisorio, il tempo che rimane per le passioni cala enormemente, a meno di decidere di non dormire più (e già io a letto ci sto proprio lo stretto indispensabile...). A tal proposito, debbo scusarmi anche con i vari amici blogger ai quali negli ultimi tempi ho riservato meno attenzioni di un tempo, per i medesimi motivi: conto di rifarmi nei prossimi mesi. 
SANREMO E MONDIALI - Le suddette cifre un po' mi hanno stupito, perché una prima analisi aveva rivelato in realtà tendenze assai positive: i post sul Festival di Sanremo son stati gettonatissimi anche quest'anno, e l'evento traino del 2014, il Mondiale di calcio, pareva in effetti aver davvero spinto il blog, registrando un afflusso di lettori quasi commovente, anche grazie all'appoggio datomi dall'amico Ruggero, che mi ha concesso di pubblicare i miei pezzi sulla pagina Facebook del Guerin Sportivo. 
TRE POST IN TOP TEN, MA... - Evidentemente, sono venute meno altre fonti di pubblico: un po' deludenti i risultati delle recensioni cinematografiche, pochi exploit per quelle teatrali, come sempre a corrente alternata il seguito dei post calcistici extra Mondiali, pur se nel complesso discreto. Si è forse un po' esaurita la spinta di pezzi cult come quelli dedicati al defunto sito Pagine 70 (pezzi che però continuano comunque ad attrarre utenti), ma è anche vero che ben tre degli articoli di quest'anno sono entrati nella top ten dei più letti di sempre su NdA: la recensione alla piéce teatrale di Ambra Angiolini, il toto - cast dedicato al prossimo Sanremo e, cosa che non mi aspettavo, la celebrazione del ritorno in A del Palermo. Certo, occorrerebbero analisi più approfondite  dei flussi di visitatori, e decisamente non ho il tempo di farlo; forse, più semplicemente, blog come il mio oltre un certo livello non possono salire, anche se l'ambizione di alzare un po' l'asticella rimane. Del resto io vado avanti solo con le mie idee e le mie opinioni, e con pochissimi mezzi per fare promozione: ma preferisco così piuttosto che riempire la mia home page con gigantografie di ragazze discinte o con link a siti di scommesse online, roba che assicura boom di visite anche a blog e portali caratterizzati dal vuoto spinto, in fatto di contenuti. 
IL SOGNO DI UN RAGAZZINO - Pensiamo agli aspetti positivi. L'evento clou dell'anno, come detto, è stato Brasile 2014. Quando inaugurai il blog, nella lontana estate del 2011, mi posi fra gli obiettivi quello di accompagnare per mano la nostra Nazionale fino alla Coppa del Mondo, e  poi narrare day by day la kermesse iridata, come avevo sempre sognato fin da ragazzo. Beh, il mio sogno era in realtà quello di poterlo fare da giornalista inviato sul posto, e verosimilmente non lo potrò mai realizzare; l'ho fatto da blogger, ed è stato bello comunque, perché nella vita, a 40 anni, bisogna cominciare ad accontentarsi....  
Per un mese un post al giorno, a volte due: analisi di squadre e partite, critiche a volte feroci, soprattutto nei confronti degli spompatissimi azzurri, ma anche i giusti peana a una Germania che avevo intuito grandissima fin dalla gara del debutto; approfondimenti tattici nei limiti, preferendo una visione più nazionalpopolare e meno tecnicistica della manifestazione, linea editoriale che è stata comunque apprezzata. In genere non mi lascio andare ad autocelebrazioni, ma in quelle quattro settimane piene di football penso di aver fatto un buonissimo lavoro, e ne sono orgoglioso: mi inorgoglisce meno l'aver intuito, addirittura fin dall'estate precedente (brutta amichevole persa con l'Argentina) la pessima china che stava prendendo la squadra di Prandelli, senza poi lasciarmi troppo incantare dall'illusorio debutto vincente con l'Inghilterra, ma è inutile riaprire ferite ancora dolorose. 
DAL MONDIALE '34 A... LOCKE - I miei personalissimi pezzi "top" del 2014? Il dossier in due parti sui Mondiali del 1934 resterà a lungo un mio vanto, così come la lettera aperta a Balotelli, la presa di posizione contro l'ascesa dell'impresentabile Tavecchio ai vertici federali, le puntuali analisi delle partite dell'Italia e l'ancor più puntuale registrazione delle varie fasi di declino del nostro movimento calcistico; della sequela di post su Sanremo e World Cup ho già detto. Gli articoli più amari? L'addio a Boskov e Vilanova, scomparsi quasi in contemporanea, e lo sfogo dopo l'alluvione dell'ottobre scorso, doloroso ma necessario. Il gioiello nascosto? La recensione di "Locke" che ha avuto scarso seguito come limitato è stato il successo di quel film, a parer mio un capolavoro che avrebbe meritato molto di più. 
LA TV DEL DOLORE - Mi accorgo che, col passare dei mesi, ho parlato sempre meno di tv, ma che volete che vi dica? Il tubo catodico è stato fonte di continue delusioni: il 60esimo compleanno Rai festeggiato in tono minore, poche novità degne di nota, trasmissioni di livello sempre più basso: ad esempio, nei giorni scorsi avrei voluto scrivere dell'inguardabile "Storie vere" di Uno Mattina, che fornisce una ribalta nazionale a gente che dice di dialogare con gli angeli, e sovente non rinuncia alla dose quotidiana di orrori assortiti, fra omicidi e scomparse: ma ho lasciato perdere, per una volta la rabbia rischiava di prevalere sulla lucidità critica, e poi certi prodotti meritano solo l'oblio. Di certo è un programma di cui la Rai di un tempo avrebbe fatto a meno senza rimpianti 
Più in generale, è una tv sempre più immersa nelle lacrime, sempre più concentrata sulle tragedie, oltre ogni limite sopportabile: fino a pochi anni fa, mia madre si lamentava del fatto che sul piccolo schermo ci fosse troppo calcio. Oggi, per chi non può permettersi Sky e Premium, di pallone ce n'è invece pochissimo, mentre è in atto un'overdose di fatti di sangue, violenze, stupri, cadaveri occultati, bambini massacrati: fatti analizzati andando ben oltre il diritto di cronaca, con la ricerca e l'esposizione al pubblico di particolari truculenti o privatissimi che nulla aggiungono al racconto delle vicende. In sintesi: una tv che merita davvero il minimo di attenzione, ma cercherò comunque di dedicarmici di più nel 2015. 
IL FUTURO - A proposito dell'anno nuovo, dirò il meno possibile: azzardato e controproducente sarebbe far previsioni sul numero di visite. Spero solo di avere sempre un po' di tempo da dedicare a questa mia creatura. Guardando al futuro degli argomenti "forti" del blog, auspico tre cose: un Genoa che mantenga almeno in parte le abbacinanti promesse di questi primi mesi di campionato, perché ce lo meritiamo, noi grifoncini, dopo anni vissuti fra illusioni e puntualissime docce fredde; un calcio italiano che sappia liberarsi del bluff Tavecchio e riesca a trattenere un Conte sempre più scontento, per poi affidarsi a uomini che abbiano davvero il coraggio di far piazza pulita e gettare nuove fondamenta per un carrozzone allo sfascio completo; dulcis in fundo, un Sanremo di nuovo glamour, leggero, più digeribile dell'ultimo, con una spruzzatina di baudesco nazionalpopolare e con una manciata di canzoni che rimangano. Buon anno a tutti da Note d'azzurro. 

domenica 29 dicembre 2013

DAL 2013 AL 2014: NOTE D'AZZURRO, L'AVVENTURA CONTINUA



Un altro anno è passato, e per "Note d'azzurro" è stato l'anno migliore della sua finora breve vita. Inutile girarci troppo attorno: quando si approntano questi consuntivi, a cavallo fra Natale e Capodanno, è doveroso mettere sui due piatti della bilancia i traguardi raggiunti e quelli mancati, con assoluta onestà. Dodici mesi fa, come i lettori più affezionati ricorderanno, il post di fine 2012 fu di natura prettamente personale: i rischi legati alla mia salute che mi avevano frenato nei mesi precedenti, l'incubo di una grave malattia e la successiva uscita dal tunnel meritarono un'ampia trattazione, non certo per la presunzione che i miei guai interessassero a una marea di persone, ma soltanto per un insopprimibile bisogno di sfogarsi, dopo settimane di sofferenza soprattutto psicologica; una sofferenza che fra l'altro, me ne sto accorgendo giorno dopo giorno, mi ha comunque segnato e mi è rimasta dentro: il catetere, l'intervento chirurgico e l'ansia del "verdetto" dell'istologico sono pensieri ricorrenti, mi visitano spesso, ma comunque tutto ciò appartiene al passato e allora via, cerchiamo di lasciarci alle spalle i ricordi più spiacevoli e di dedicare invece questo bilancio 2013 al percorso compiuto col mio blog. Un bilancio più tecnico e meno passionale, un tirar le somme di natura "editoriale", come fanno i giornali e i giornalisti veri...
CRESCITA - Sono entusiasta, ebbene sì, perché questa mia creatura è cresciuta più di quanto osassi sperare. Intendiamoci, qualcuno potrà sorridere di fronte a certi numeri che restano comunque di livello "amatoriale", ma ribadisco quanto scritto un anno fa di questi tempi: sopravvivere nel mare magnum di Internet non è facile per un blog fatto solo di passione, fuori dal giro delle grandi piattaforme blogosferiche, costretto quindi a guadagnarsi visibilità quotidianamente, con una oculata scelta degli argomenti e con una loro trattazione il più possibile competente e originale, nonché cercando di fare amicizia con altri blogger. A fine dicembre 2012 eravamo arrivati a 11mila pagine viste, totale dalla nascita di NdA, ossia da fine estate 2011; oggi siamo a oltre 37mila. Significa che in soli dodici mesi il blog ha totalizzato più del doppio di quanto aveva raccolto nei primi sedici mesi di esistenza. Dite che mi accontento di poco? Forse, ma per me è una soddisfazione enorme, perché, è persino inutile ribadirlo, si scrive anche per il piacere di essere letti, altrimenti tanto vale tenere un diario personale, di quelli che si chiudono col lucchetto (esistono ancora?) e si appoggiano sul comodino.
LE TENDENZE DEL BLOG - Sanremo uber alles! I post dedicati al Festivalone sono stati quasi sempre confortati da un pienone di visite: unica eccezione, e non me la spiego, uno degli ultimi, quello che avevo dedicato all'analisi del cast dell'edizione prossima ventura, un post che ha faticato moltissimo a decollare. Stranezze della rete... Benissimo anche gli approfondimenti sul mondo della tv; gli articoli sul cinema danno alterne soddisfazioni, così come quelli sul calcio, che però ultimamente hanno fatto registrare una discreta crescita di interesse. Genoa e Nazionale azzurra, da sempre temi "caldi" di questo blog, sono seguitissimi, soprattutto l'Italia di Prandelli, comprensibile se si pensa che quello che sta per iniziare sarà l'anno del Mundial brasiliano, evento che cercherò di "coprire" con lo stesso scrupolo dedicato a Euro 2012 e alla Confederations Cup, tempo permettendo.
CREAMY, ANNI70 E... - Tante visite anche per i pezzi sul teatro, le recensioni letterarie hanno rappresentato un esperimento che mi riprometto di ripetere nel corso del nuovo anno, il post su Creamy è stato un atto d'amore per il mondo dei cartoni giapponesi, indelebile ricordo di infanzia e parte importante della mia crescita morale e culturale: non dovrebbe rimanere un episodio isolato, qualcosa ho già in mente, vedremo che si riuscirà a fare. Discorso a parte per il "caso Pagine 70": la scomparsa del celeberrimo sito vintage, da me portata sotto le luci della ribalta già nel 2012, ha continuato a convogliare su questo blog centinaia di visitatori, e da quella massiccia attenzione è nato il progetto di creare un nuovo spazio web dedicato al mitico decennio, che riprendesse in parte la filosofia di quello... inghiottito dai gorghi del web. E' nato così "Anni70.net": un pizzico, solo un pizzico di merito per questo blog che ha sposato in toto l'iniziativa, ideata, costruita e portata avanti dalle decine di reduci seventies rimasti orfani di P70.
RINGRAZIAMENTI - A loro va il mio grazie per aver popolato e animato questo sito; grazie a tutti quelli che leggono e commentano, e un ringraziamento affettuoso e specialissimo a tre persone in particolare: l'indomito Gianni, che nonostante un anno difficile sul piano personale è stato sempre presente, e col quale è bello confrontare le nostre opinioni sui temi a noi cari (calcio, musica, Sanremo) e discutere senza remore delle nostre vicissitudini quotidiane. Grazie a Chiara, la dolce "Impronte" dalla sconfinata inventiva e dalla grande competenza musicale, conosciuta anni fa su un forum dedicato allo scambio di figurine e con la quale il legame di amicizia virtuale sta resistendo al tempo, e ne sono felicissimo; e grazie ad Alessandro, giovane appassionato di calcio di cui mi ha colpito la straordinaria competenza in fatto di tecnica e tattica, e la buonissima capacità di scrittura. Gianni, Chiara e Alessandro: i loro tre blog sono linkati in home page, sulla destra: se vi va dateci un'occhiata, e scusatemi per la pubblicità, ma ogni tanto ci vuole!
SOGNI - Cosa chiedo al 2014? Sul piano personale, salute a parte, un lavoro, e aziende che paghino ai collaboratori ciò che devono, invece di far trascorrere un anno senza farti sapere nulla, per poi farsi inseguire telefonicamente. La figura barbina ce la fanno loro, non certo io che chiedo solo ciò che mi spetta... Per il blog, sarei già contento di difendere con successo le posizioni faticosamente conquistate. Riguardo ai temi trainanti di "Note d'azzurro", beh, cosa vorrei dal calcio italiano l'ho già scritto talmente tante volte che troverei sgradevole ripetermi: chi mi legge sa cosa penso delle brutture del nostro football e cosa vorrei che cambiasse. Idem per la Nazionale azzurra, i cui problemi ho ripetutamente segnalato su queste pagine nell'anno solare. Vorrei un Genoa meno schizofrenico nei movimenti di mercato (e le ultime due campagne acquisti hanno segnato una parziale  inversione di tendenza in questo senso) e soprattutto sul campo (e qui ancora non ci siamo: dopo aver trovato un apparente equilibrio di squadra, di gioco e di risultati col ritorno di Gasperini, nelle ultime settimane si è rivisto il Grifone inaffidabile e poco cattivo delle recenti stagioni. Sveglia!).
Al Festival di Sanremo chiederei un ritorno totale alla centralità della musica:  negli ultimi anni, grazie al duo Fazio - Pagani e soprattutto a Gianmarco Mazzi, si son fatti grossi passi avanti, ma ancora siamo lontani dal rigore artistico che caratterizzò la kermesse fino a metà anni Novanta, prima che la televisione la cannibalizzasse. Già, la tv: questo è il terreno più minato. L'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare, avrebbe detto Gino Bartali. Il piccolo schermo dovrebbe ritrovare il gusto del bello, e il buon gusto tout court: l'uno e l'altro si sono smarriti nei gorghi di trasmissioni di bassa qualità, concepite male e scritte peggio, e animate da personaggi di dubbio talento (discorso che vale, elevato al quadrato, per le fiction di produzione nostrana). Vorrei meno talk show politici, che sono il trionfo del baccano, della retorica, del "predico bene e razzolo male", passerella per politici che passano più tempo davanti alle telecamere che sul loro posto di lavoro (con alcuni di loro ti addormenti la sera e ti risvegli la mattina: che trascorrano le notti negli studi televisivi?). Vorrei una tv che sapesse, per almeno un mese, fare a meno di Al Bano, ma quest'ultimo pare proprio un desiderio irrealizzabile... Buon 2014 a tutti!

lunedì 31 dicembre 2012

BILANCI DI FINE ANNO: LA MIA SALUTE E... UNDICIMILA (O QUASI) RINGRAZIAMENTI


Si chiude un anno difficile, per me, ed è dunque quantomai necessario riservare qualche riga a un bilancio personale. Sì, lo so, era mia intenzione originaria, e lo avevo già spiegato, dare pochissimo spazio sul blog a digressioni di natura strettamente privata, ma in questo caso l'eccezione è doverosa.
Chi ha avuto la bontà di leggere questo post, o comunque di seguirmi su Facebook, sa che ho avuto problemi di salute a partire da quest'estate, tali da costringermi per qualche tempo a sospendere l'attività qui su "Note d'azzurro". Fra sintomi inquietanti e primi esami ancor più inquietanti, che portarono alla luce linfonodi notevolmente ingrossati a livello toracico, per alcuni mesi la mia vita è stata letteralmente sconvolta. La mia e quella dei miei cari. Mi si parlava apertamente, mettendomelo anche per iscritto (sulla cartella clinica), di "sospetto linfoma", qualcuno già si rivolgeva a me come paziente "sospetto oncologico", già si parlava di chemioterapia e probabilmente a questo scopo si era provveduto a farmi impiantare nel petto un CVC, un catetere venoso centrale che si sarebbe dovuto utilizzare principalmente per le infusioni di farmaci... 
ANGOSCIA E SOLLIEVO - Insomma, mi avevano quasi persuaso: stavo già cercando di entrare nell'ordine delle idee di essere un malato serio, e di preparare psicologicamente in tal senso i miei genitori. Rassegnato, a inizio novembre sono entrato in ospedale per un breve ricovero, necessario per l'effettuazione della "mediastinoscopia", intervento chirurgico per l'asportazione di alcuni dei linfonodi sospetti che nel mio caso, per l'appunto, si trovavano nel mediastino, una cavità al centro del torace. L'operazione, in anestesia totale, è filata via abbastanza liscia, a parte gli ovvi dolori dei giorni successivi nella zona "tagliuzzata". A quel punto non mi restava che aspettare l'esito dell'esame istologico sui linfonodi. Visto come si erano sbilanciati i medici che mi seguivano, nutrivo ormai scarse speranze che fosse qualcosa di diverso da un tumore, e invece.... Sorpresa! "Buone notizie, signor Calabrò!", mi telefonano dall'ospedale: non ci sono cellule maligne, niente linfoma, ma solo una malattia benigna, ancora da accertare del tutto (sto concludendo l'iter diagnostico), ma nulla di terribile. 
MESI DIFFICILI - Eccomi dunque riemergere, all'improvviso, da tre mesi d'inferno, e lo dico senza alcuna esagerazione. Fra i più brutti della mia vita, senza ombra di dubbio. Soprattutto le prime settimane sono state terribili: non tanto per i sintomi (un po' di tosse, un po' di febbre, poco altro), tutto sommato sopportabili, ma per la terribile angoscia, l'incertezza derivante da una diagnosi non ancora definitiva eppure sbandieratami davanti senza tanti giri di parole, il terrore di dover affrontare qualcosa di tanto più grande di me. La paura per il mio futuro, ma soprattutto l'inaccettabile sensazione di rabbia di fronte all'evenienza che i miei genitori, anziani e acciaccati, dopo una vita non certo semplice dovessero sopportare anche questo ulteriore affronto del destino ed inventarsi assistenti per me, andando incontro a ulteriore logorio psico - fisico. 
Notti insonni, all'inizio, poi il sonno è in parte tornato (giocoforza, altrimenti mi sarei ridotto a uno straccio), c'è stato il faticoso tentativo di riprendere una parvenza di vita normale, ma alla fine di ogni giornata ricompariva sempre quell'ombra nera, l'ombra della malattia, e sentivo salire dentro me una sensazione di malinconia infinita, una voglia di piangere che da tempo non provavo. 
Ero tornato a scrivere sul blog, per reazione a tutto questo, pochi giorni prima del mio ingresso in ospedale. E dopo un'attesa snervante di altri venti giorni, la citata "buona nuova", che però, può sembrare assurdo e sciocco ma è così, lì per lì non son riuscito a godermi appieno, con la gioia dovuta: mi sentivo svuotato da settimane vissute sotto la cappa di uno stress assurdo, e anche un po' disorientato perché, come detto, l'animo era già predisposto a una "sentenza" medica tutt'altro che benevola. 
Bene, ora tutto è passato, o quasi, perché, come detto, gli esami non sono ancora finiti, e in più mi ritrovo sempre in corpo quel fastidioso catetere, a cui spero di dire addio con l'anno nuovo. Non finirò mai di ringraziare le persone che, "dal vivo" o anche solo virtualmente, mi sono state vicine in queste durissime settimane con telefonate, sms, messaggi. Non lo dimenticherò, mai. Ora la vita sta lentamente riprendendo: una piccola collaborazione giornalistica, e il piacevole impegno del blog.
NOTE D'AZZURRO: BILANCIO - Già, il blog. Nel precedente post "personale" mi ero rammaricato di come la mia forzata assenza e la conseguente mancanza di aggiornamenti avessero, probabilmente, fatto perdere quota a questa mia creatura,  facendo fuggire visitatori che ad un certo punto potevano anche essersi stancati di passare di qua trovando tutto fermo. Ebbene, posso dire con un pizzico di soddisfazione che l'handicap è stato in parte superato: gli internauti sono tornati gradualmente ad affluire da queste parti, probabilmente qualcuno si è perso per strada ma qualcun altro si è anche aggiunto al mio piccolo circolo di aficionados.
Non siamo in tanti, certo, i blog campioni del web sono altri, distanti anni luce e irraggiungibili, ma poche settimane fa ho superato le 10mila visite e ora stiamo marciando insieme, a grandi passi, verso le 11mila. Sono numeri piccoli, me ne rendo conto: si può e si deve migliorare, ma in poco più di un anno di attività credo sia un risultato comunque accettabile: perché il mio è un blog amatoriale, oltretutto un blog spesso difficile da... digerire perché, come ho precisato in home page, è fatto con stile "cartaceo", ossia con commenti e approfondimenti piuttosto lunghi, in netta controtendenza con le usanze della rete, che richiedono articoli brevi per non far fuggire il lettore a gambe levate. Ma io... nacqui giornalista da carta stampata, e poi mi piace sviluppare ogni tematica nella maniera più dettagliata possibile.
DIFFICOLTA' E SODDISFAZIONI - Ma le difficoltà per emergere sono tante altre: questo è un blog che  non fa parte di nessuna piattaforma professionale di settore, tipo Blogosfere per intenderci, che deve guadagnarsi visibilità e credito giorno per giorno, post dopo post, con la qualità della scrittura, l'appeal degli argomenti affrontati e, diciamolo pure, un buon lavoro di pubbliche relazioni, ossia essenzialmente frequentando e commentando su altri blog. Ed è terribilmente difficile, non si può mai mollare la presa e spesso vien da chiedersi se ne valga davvero la pena.
Bene, accertato che un blog, soprattutto un blog come questo, non dà né darà mai guadagni né popolarità, la risposta è che sì, al momento ne vale la pena. Perché mi piace scrivere, perché c'è gente che mi segue e a cui va tutta la mia gratitudine (un attestato di stima e di affetto particolari, non me ne vogliano tutti gli altri, lo merita l'amico Gianni Gardon del blog "PELLEeCALAMAIO", che mi segue con assoluta costanza fin dall'inizio e che mi ha riservato bellissime parole anche nel corso della sua trasmissione "Out of time" sulla web emittente radiofonica "Yastaradio"). Ne vale la pena, last but not least, perché la crescita di Note d'azzurro, nato a fine estate 2011 e vissuto per alcuni mesi in una sorta di... semiclandestinità (tradotto: non se lo filava nessuno, o quasi), è stata una delle poche cose belle capitatemi in un 2012 da dimenticare, fra perdita di lavoro e salute messa a repentaglio. Una mia piccolissima creatura di cui vado orgoglioso, ebbene sì. E finché avrò tempo ed energia da dedicarle, non la mollerò. Sereno 2013 a tutti voi. 

martedì 6 novembre 2012

QUALCHE SPIEGAZIONE AI LETTORI

Ho ricominciato a scrivere l'altroieri, con due post a sfondo calcistico. Credo che qualcuno abbia notato la mia prolungata assenza dal blog, un mese e mezzo di silenzio non previsto e non voluto. Devo una spiegazione, che sarà forzatamente sintetica perché ancora non posso essere preciso e dettagliato. L'intenzione era quella di limitare al massimo, su "Note d'azzurro", gli interventi di natura strettamente personale, ma in questo caso è d'obbligo. Il fatto è che la mia salute ci si è messa di mezzo: problemi non da poco, che in queste settimane mi hanno portato a girovagare fra studi medici e laboratori di analisi, fra day hospital, visite varie, Tac e prelievi sanguigni in quantità. E anche nella settimana appena iniziata gli impegni di tal genere non mancheranno: sono in fase diagnostica per alcuni linfonodi ingrossati, e l'ultimo passaggio ci sarà venerdì, con una biopsia che dovrò fare in anestesia generale e quindi in regime di ricovero, anche se breve. 
Questo è ciò che posso dirvi al momento: i dubbi e i sospetti non mancano, ma sono pronto ad affrontare qualsiasi evenienza, nella consapevolezza che, se si sta male, bisogna curarsi, e non importa quanto lunghe debbano essere queste cure, perché la vita è un dono troppo bello per essere buttato via senza combattere. 
Comunque tornerò a parlarne quando io stesso saprò qualcosa di più preciso. Spero di dare buone notizie ma, mi ripeto, non posso escluderne di meno buone. In ogni caso cercherò di essere il più possibile presente da queste parti, più di quanto lo sia stato nelle ultime settimane, ma, sapete, non è facile, da sano che si era, trovarsi all'improvviso catapultati nel limbo dei "malati che non si sa cosa hanno". Soprattutto i primi giorni, dopo i primi risultati di esami che mostravano anomalie, ho passato momenti molto brutti. Non per il mio stato di salute fisico, che al momento rimane più che discreto a parte qualche disturbo, ma per l'angoscia che mi divorava e che mi ha fatto trascorrere più di una notte insonne. Poi la fase peggiore è passata, ma rimane l'ansia di sapere cosa mi aspetterà in futuro. 
Mi è dispiaciuto per il blog: nulla di esaltante, ma lavorando, scrivendo, commentando altrove, facendomi pubblicità ero riuscito a creare uno zoccolo duro di visitatori abbastanza costanti. La gente passava, da queste parti; e in queste settimane è in parte continuata a passare, ma non mi sorprenderei se, nel frattempo, in molti si fossero persi per strada, stufi di venire qui ogni giorno e di non trovare nulla di nuovo. Li capisco e mi spiace, è stato per me l'ennesimo, piccolo tassello di sfortuna di un 2012 scalognato per tanti altri versi: ma non potevo fare altrimenti, non avevo proprio lo spirito per sedermi davanti al pc, aprire "Note d'azzurro" e mettermi a scrivere, anche se spunti di riflessione da riversare in questo spazio ne avrei avuti eccome. Questo è quanto: ora, compatibilmente con tutto il resto, si riprende. Abbiate pazienza tutti e continuate a venirmi a trovare, se lo volete.