domenica 10 agosto 2014

VERSO SANREMO 2015: CONTI VUOLE UN FESTIVAL "SUL MERCATO", E PUNTA DEAR JACK, AMOROSO E DOLCENERA

                                      Alessandra Amoroso: in gara a Sanremo 2015? 

L'investitura di Carlo Conti a deus ex machina di Sanremo 2015 un primo effetto positivo l'ha già sortito: raramente, in passato, si era cominciato a parlare in termini concreti del Festivalone con tanto anticipo. Circolano addirittura i primi nomi dei candidati a entrare nel cast dei Big, discorsi che solitamente prendono quota ad autunno inoltrato, fra novembre e dicembre. Buon segno: significa che la macchina organizzativa è già in moto, e del resto non si è sempre detto che un Sanremo di pregio lo si possa realizzare solo iniziando a lavorarci molti mesi prima (qualcuno affermò addirittura "dal giorno successivo alla conclusione dell'edizione precedente")? Buon segno anche perché, dopo l'emorragia di spettatori della kermesse 2014, parrebbe essersi ricreato un discreto interesse mediatico e di pubblico attorno all'evento. 
DEAR JACK QUASI SICURI - I nomi, dicevamo. La band emergente dei Dear Jack viene già data per sicura, mentre elevatissime sono le percentuali di inserimento nel listone per Alessandra Amoroso e Dolcenera, la quale ha già affermato di avere un brano pronto, e giungerebbe all'Ariston sulle ali di una popolarità rinsaldata dal buon successo del singolo estivo "Niente al mondo". Se tali candidature si concretizzassero, sarebbero da accogliere con legittima soddisfazione: nelle prime dichiarazioni programmatiche sul Festival prossimo venturo, rilasciate di recente a "TV Sorrisi e canzoni", Conti ha sostenuto di voler mettere su "un Sanremo per tutti, che ospiti dal pop al rock al rap, a qualsiasi altro genere musicale. Un Sanremo in cui si ascolti la musica che va davvero per la maggiore in classifica, non uno spettacolo che mette in scena un mondo che non esiste nel mercato reale". E' sicuramente l'affermazione più concreta fra le tante, invero un po' generiche, dell'anchorman toscano sulla titanica impresa che l'attende nei prossimi mesi. Troppo spesso, in passato, la manifestazione ligure ha proposto personaggi sfiatati e ormai lontani dai gusti del pubblico, oppure, per converso, scelte troppo elitarie, di nicchia, soprattutto nell'ultimo biennio. Il cast del 2014, va detto, era stato più contemporaneo e leggero rispetto a quello di dodici mesi prima, ma si può e si deve far di meglio, entrare con entrambi i piedi nella galassia dei consumatori e "cooptare" i personaggi più gettonati, soprattutto quelli di recente affermazione (i "mostri sacri" lasciamoli perdere: non hanno bisogno del Sanremone, e di spazi mediatici per promuovere i loro prodotti ne hanno già fin troppi...). 
OLTRE MAZZI - Il modello più recente da avvicinare, e magari da migliorare, è quello dei Festival di Gianmarco Mazzi nelle sue varie declinazioni, da Bonolis alla Clerici a Morandi. Ho la sensazione che l'impresario veronese non sia troppo amato nell'ambiente discografico e in quello dello showbiz, eppure gli va ascritto il merito di aver allestito edizioni sanremesi di buon livello, certo non esenti da difetti (anzi) ma capaci di coniugare vivacità dello spettacolo, brillantezza della conduzione e buona qualità della proposta canora, con nomi giovani e sulla cresta dell'onda. Ecco, i tre artisti di cui si è detto in apertura, i primi "papabili" per la rassegna canora del prossimo febbraio, traducono alla perfezione la volontà di Conti di costruire una gara al passo coi tempi: il "complesso" (come si diceva una volta) dei Dear Jack, ennesima creatura dell'universo De Filippi, ha fatto registrare un boom magari prevedibile in linea generale, ma di certo inatteso per dimensioni quantitative: il loro primo album è ai vertici delle classifiche di vendita (secondo posto nella chart di Sorrisi della settimana in corso), e le apparizioni ai più recenti eventi pop televisivi, i Music Awards e il Coca Cola Summer Festival, si sono svolte in quel clima di "fanatismo" (nel senso di fans scatenate...) che ha sovente accompagnato, in passato, l'esplosione di celeberrime boy band d'oltrefrontiera. Se sia o meno un fenomeno passeggero lo potrà dire solo il tempo, ma al momento questi ragazzi sono a tutti gli effetti dei big del pop italico. Detto di Dolcenera, anche Alessandra Amoroso sarebbe un bel colpo: mai in gara in Riviera, dove ha però fatto passerella come ospite di colleghi in competizione (nel 2010 affiancò Valerio Scanu contribuendo non poco al suo trionfo), è per lei giunto il momento di mettersi in gioco: la sua popolarità è alle stelle e resiste ormai da diverso tempo, sicuramente una delle creature più "solide" del talent "Amici"; i recenti successi "Bellezza, incanto e nostalgia" e "Non devi perdermi" rappresentano un buon viatico. Come dire, o adesso o mai più. 
ADDIO DOPPIO BRANO - Per tutto il resto, Conti ha fornito alcune linee operative di massima, senza addentrarsi più di tanto nei dettagli. Si tornerà al brano unico in gara, l'esperimento della doppia canzone è fallito e del resto era abbastanza prevedibile: una soluzione del tutto estranea alla tradizione, direi al DNA dell'organismo festivaliero, e ulteriormente depotenziata dal modo in cui è stata proposta da Fazio e dal suo entourage. Personalmente, mi aveva dato la sensazione di rappresentare non una precisa e rigorosa scelta artistica, ma soltanto una trovata spettacolare con cui si delegava direttamente al pubblico la fase finale del lavoro di selezione delle opere, col conseguente rischio di andare incontro a scelte di basso profilo che potevano danneggiare la qualità complessiva della manifestazione; ma la carica di suspense dell'espediente si è rilevata ben misera: le serate dedicate alla scelta fra i due pezzi hanno rappresentato, in questi due anni, uno stanco antipasto del Festival propriamente detto, che è sempre iniziato "per davvero" il giovedì, nel momento in cui i cantanti "scendevano nell'arena" col brano sopravvissuto. Alle corte: Sanremo è sempre stato "una canzone a testa", si può (si deve) cambiare in tanti aspetti, deve essere progressivamente svecchiato, ma il brano unico rappresenta un punto fermo, un totem da non toccare.
PIU' BIG, MA... - Bene così, dunque, ed apprezzabile è pure il lieve innalzamento della quota partecipanti nella categoria regina: si passa da 14 a 16, che tuttavia considero sempre troppo pochi. Sarebbe più furbo, da parte di un direttore artistico, annunciare un numero minimo di concorrenti, numero eventualmente da incrementare sulla base della quantità e della pregevolezza delle proposte che giungono sul suo tavolo: era il modus operandi che adottavano Gianni Ravera e Pippo Baudo, i quali non a caso hanno firmato, come patron, alcune delle edizioni di maggior successo della kermesse. 
E' passato invece un po' sotto silenzio l'annuncio del ripristino del meccanismo dell'eliminazione anche per i "grandi", quello spietato torneo che, nelle edizioni targate Mazzi, decimava il cast dei Big di serata in serata: il rischio è quindi di tornare ad assistere a una finalissima con pochi artisti in lizza, una decina o poco più, e di dover riempire i lunghi tempi televisivi in qualche modo, con ospitate discutibili  che nulla hanno a che fare con lo spirito del Festivalone, oppure con colossali mega - promozioni dei futuri programmi Rai: scene tristi già viste troppe volte nel recente passato. Aspettiamo però di vedere come sarà effettivamente strutturata questa gara... Rimane ancora troppo ridotto, invece, lo spazio riservato alle nuove leve: dovrebbero essere otto, come sempre è avvenuto dal 2011 in poi. Aggiungerne un paio è proprio impossibile, anche alla luce dell'elevatissimo numero di richieste che giunge ogni anno? E in ogni caso, l'obiettivo da perseguire con ogni mezzo sarà quello di restituire centralità alla competizione dei giovani, negli ultimi tempi relegati a orari da "vampiri", quasi come una fastidiosa incombenza: perché, ad esempio, non arricchire la serata conclusiva spostando al sabato la tenzone decisiva fra le promesse della nostra canzone? 
RIPARTIRE DA QUESTA ESTATE CANORA - Di certo, come ho avuto modo di scrivere nelle settimane scorse, Carlo Conti ha il vantaggio di poter partire da una base solidissima, rappresentata da questa inattesa estate canora 2014 che, anche grazie al ritorno in grande stile di una rassegna "vacanziera" analoga al vecchio Festivalbar (il Coca Cola Summer Festival), ha portato alla ribalta la rinnovata vitalità dell'ambiente pop nostrano: sono ricomparse canzoni orecchiabili, di facile presa, ben costruite: Renga e Dolcenera, i Modà  e Killa, Nek e Noemi, Emma, Antonio Maggio, Gabry Ponte, gli "Amici di Maria" Amoroso, Dear Jack, Emma, Marco Carta e Deborah Jurato... C'è fermento, pare esser stata ritrovata la chiave per entrare nel cuore del grande pubblico: un terreno fertile dal quale il nuovo direttore artistico potrebbe cogliere frutti succosi, con la legittima speranza di trovare brani di forte e immediato impatto in grado di superare le forche caudine di classifiche sempre più esterofile. Altro asso nella manica che il conduttore di "Tale e quale show" dovrà giocarsi senza remore: la voglia generalizzata di ritrovare un Sanremo più pop, glamour, un pizzico nazionalpopolare, dopo la seriosità retorica che troppo spesso ha fatto capolino nelle ultime edizioni, indigeribili non tanto come proposta musicale (assolutamente dignitosa) ma come concezione globale dello spettacolo. In bocca al lupo.  

3 commenti:

  1. Scanu ha vinto grazie ai voti dei suoi fan non per l'Amoroso che invece grazie ha lui ha potuto calcare quel palco incapace di calcarlo da sola! poi l'ha fatto con Emma e ora se lo farà da sola sarà solo perchè ci sarà la De Filippi! e magari lo vincerà pure. L'Amoroso non sa cosa voglia dire camminare con le sue gambe!

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  2. No la raccomandata della de filippi spero di no

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  3. Da amici ci saranno la Scarrone i DI. Jach e la Jurato l'Amoroso sarà il direttore artistico di amici e secondo me no ha necessità di andare a Sanremo

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