mercoledì 19 novembre 2014

INTORNO A ITALIA - ALBANIA: GIOVANI VIZIATI (O FORSE NO), LA FESTOSA INVASIONE DI GENOVA E LA SATIRA DI "MILANO FINANZA"

                                           Conte è preoccupato per il futuro azzurro

Lo sfogo pre Albania di Antonio Conte davanti ai microfoni Rai è, prima di ogni cosa, un piccolo capolavoro giornalistico: dimostra come sia ancora possibile realizzare delle interviste di spessore in un'epoca sconfortante per i media tricolori, boccheggianti fra omologazione dell'informazione e ossequi spudorati al potente di turno. Merito dell'intervistatore (Bruno Gentili), ma merito soprattutto del cittì, che ha saputo dire cose non banali come di rado capita nell'ambiente calcistico, campione del mondo di frasi fatte. Dopodiché, della sua filippica si può discutere senza prendere tutto per oro colato. 
SFATICATI? - Sa un po' di faciloneria, questo improvviso attacco concentrico (poche ore prima, aveva sparato a zero il trainer "albanese" De Biasi) contro i giovani calciatori italiani viziati e lavativi (mia interpretazione delle loro parole, credo non lontana dalla realtà). Senza più la fame atavica dei nostri padri, senza più la voglia e la gioia di faticare. Massimo rispetto per due professionisti che il pallone nostrano lo respirano da una vita (o lo hanno respirato, nel caso del mister ex Torino), e che sulla scorta di tale esperienza sicuramente non parlano a vanvera, però la tesi non mi convince del tutto. I "fancazzisti", per usare un colorito termine oggi assai in voga, sono esistiti in tutte le epoche e in tutti gli ambiti lavorativi, con diverse percentuali: ma mi vien difficile credere che questo imborghesimento abbia toccato solo i ragazzi dello Stivale, visto che gli agi della modernità, dai videogiochi agli smartphone ai tablet cui proprio De Biasi ha fatto riferimento, sono assai diffusi anche in molti altri Paesi, penso all'ultratecnologica Germania, che però ha vinto l'ultimo torneo iridato e che si trova nel pieno di una magnifica fioritura di talentuosi pedatori. 
LE VERE ORIGINI DELLA CRISI - Ritengo che la crisi nasca altrove, e che sia cominciata quando i massimi responsabili del nostro calcio hanno dato la peggiore interpretazione possibile della sentenza Bosman, imbottendo progressivamente le prime squadre (ma anche i settori giovanili) di calciatori stranieri di dubbia qualità, se non di qualità modestissime, abbandonando quasi totalmente gli investimenti sul vivaio locale. Il carico da novanta l'hanno aggiunto proprio i nostri celebrati allenatori, dando scarsissima fiducia (leggasi minutaggio) agli italiani in sboccio, che han finito per intristirsi in panca, in tribuna o nelle categorie inferiori.
Quello che voglio dire è che sì, forse gli "azzurrabili" di questa ultima generazione si sarebbero ugualmente dimostrati non all'altezza, ma non è stato dato loro modo di giocare ad armi pari con gli stranieri: perché senza poter fare esperienza di campo, crescere, sbagliare e imparare dagli errori, ecco, maturare e diventare calciatori veri è onestamente difficile, diciamocelo. La sensazione è che un'intera generazione, quella che sarebbe dovuta esplodere più o meno dopo il Mondiale 2006, sia stata bruciata sull'altare di queste follie tecniche e gestionali: e che non fosse una "nidiata" da buttare lo dimostra il fatto che, alla lunga, gente come Parolo, o Astori, o Candreva, o Antonelli un posto al sole è riuscita in qualche modo a ritagliarselo; ed è pacifico che avrebbero potuto assumere uno spessore calcistico anche maggiore, diventare campioni a tutto tondo, se le grandi società avessero puntato più sollecitamente su di loro. 
IMMOBILISMO AI VERTICI - Conte si aspettava una maggior partecipazione collettiva da parte di tutti, così ha detto. Ci si è focalizzati sull'accusa di scarsa predisposizione al lavoro nei confronti delle nuove leve, ma i danni combinati dai "padroni del vapore" sono sotto gli occhi di tutti, così come è evidente l'immobilismo (prevedibilissimo) che sta caratterizzando la nuova reggenza federale, dalla quale non giungono notizie di atti formali e sostanziali (al di là dei proclami) per un concreto rilancio del movimento. Sbatta i pugni sul tavolo di Tavecchio, il Commissario Tecnico: pretenda innanzitutto almeno una (se non due) amichevoli fra dicembre e febbraio (quattro mesi di sosta, roba da matti), faccia lui stesso da pungolo agli sparagnini tecnici di club, forzi loro la mano, lanciando i giovanissimi prima ancora che questi emergano concretamente in campionato, come fece Prandelli dopo Euro 2012 portando in Nazionale Perin e De Sciglio, quasi vergini di esperienza in Serie A. Il fumantino mister ex Juve è stato preso anche per dare una scossa a un ambiente cloroformizzato: lo faccia, anche bruscamente, perché non c'è tempo da perdere. E se ha notato deficit fisici dei suoi giocatori rispetto agli avversari esteri, si chieda perché fino a una decina di anni fa eravamo all'avanguardia sul fronte della preparazione atletica, mentre oggi soffriamo il ritmo di tutti. Colpa solo della nostra allergia agli allenamenti? 

                                           Bertolacci: ottimo esordio in Nazionale

RAGAZZI IN GAMBA - Dopodiché, sono sicuro che i giovani, sentendosi responsabilizzati e valorizzati, avvertendo fiducia (e pazienza) attorno a loro, non tirino indietro il piede in campo né risparmino il fiato in allenamento. Alcuni di questi lo hanno dimostrato a Marassi: quella contro l'Albania è stata la classica amichevole "utile", succosa, che una traccia sul futuro azzurro la lascerà, sol che la si voglia seguire. Bertolacci ha giocato una gran gara a centrocampo: svelto, sempre nel vivo dell'azione, propositivo, capace di smistare e lanciare di prima, vicino al gol con una delle sue fiondate dalla distanza; Antonelli ha coperto la fascia sinistra con diligenza e discreta applicazione nelle due fasi, Okaka è entrato in campo con piglio aggressivo e ha siglato il gol vittoria; anche il ritrovato Acerbi, nei pochi minuti avuti a disposizione, si è bellamente disimpegnato in difesa; per altre stelline nascenti come Perin e Gabbiadini, che ieri han fatto da comparse, parla il rendimento elevatissimo in campionato, mente è stato un peccato che nemmeno al Ferraris si sia potuto vedere all'opera Rugani, in una retroguardia che ha manifestato più di un impaccio. Sicuri che la Nazionale del 2015 possa fare a meno di questi giovanotti? E si è rivisto persino un Cerci super volitivo, che ovviamente dovrà dire la sua anche all'Atletico Madrid ma che, se non altro, ha avuto l'unico atteggiamento mentale possibile, quello di chi sa di aver già perso troppe occasioni per continuare a cincischiare in un oscuro limbo.
AMICHEVOLE SOPPORTATA - Italia - Albania è filata via così, fra speranze azzurre vagamente rifiorite ed entusiasmo dei nostri ospiti, in un clima quasi Mundial, con quello stadio gonfio di tifosi "rossi". A Genova, è stata una partita più sopportata che accolta con benevolenza: persino prestigiose firme locali si sono schierate nettamente contro un evento ritenuto fuori luogo in una città doppiamente ferita dalle alluvioni. Io, la mia l'avevo detta due settimane fa in questo post, chiedendo, ovviamente inascoltato, che fosse la Federcalcio ad "offrire" il match alla popolazione genovese, facendosi carico dell'acquisto dei biglietti.
Era un'idea come un'altra, accompagnata da un po' di personale perplessità su una forma di beneficenza che non mi ha mai convinto del tutto; di certo non una feroce opposizione, la mia, alla realizzazione di una kermesse che, alla fine, è risultata ben riuscita. Fuori luogo, quelle sì, le polemiche di certi tifosi rossoblucerchiati sulla convocazione per presunta "ruffianeria" di tanti idoli locali: ma Samp e Genoa sono quarta e sesto in classifica, e sono due delle poche squadre di Serie A che puntano ancora su un .nucleo centrale di italiani, molti dei quali giovani; se uno più uno fa due, Conte ha fatto una scelta piacevolmente obbligata, vista la qualità e la quantità del materiale umano offerto dai due sodalizi della Lanterna. 
VOLGARITA' - Ancor più fuori luogo la "puntura di spillo" satirica offerta in mattinata ai suoi lettori da "Milano Finanza", pubblicazione presumibilmente diretta a sofisticati uomini d'affari: in prima pagina, sotto il titoletto "Il rompispread", la seguente frasetta: "Italia - Albania a Genova. Ospiti favoriti: coi gommoni sono esperti". Ritorniamo da dove eravamo partiti: questo è un altro capolavoro giornalistico, capolavoro del cattivo gusto. E a proposito dello stato desolante dell'informazione italiana, ci sono almeno tre domande da porsi: in base a quali criteri vengono scelti i collaboratori di giornali presumibilmente prestigiosi? Chi controlla le pagine, affinché non vadano in stampa certe scempiaggini? E se chi ha fatto i controlli ha ritenuto passabile questa "battuta", quale strano concetto dell'ironia e del sarcasmo possiede? Quesiti che, come sempre, rimarranno senza risposta.


5 commenti:

  1. Stupendo questo articolo, Carlo. Mi sento davvero soddisfatto.
    Mi piace la critica finale, un po' meno il contenuto della "frasetta".
    Giusto dire che l'Italia in ogni caso non avrebbe i risultati dell'attuale Germania o della Spagna, ma comunque una possibilità agli italiani andava data.
    Oltre a quelli che in qualche modo sono diventati il signor Candreva o Parolo o Sirigu penso ai tanti che di chance vere e proprie non ne hanno mai avute, o solo in momenti pessimi

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    1. Ti ringrazio Ale. No, perché mi sembra un po' la solita critica: "Ah, i giovani d'oggi, hanno tutto e non vogliono sacrificarsi. Ai miei tempi, invece...". Frase che, peraltro, viene pronunciata dagli "anziani" di tutte le generazioni. Un fondo di verità ci sarà, qualche calciatore che deve ritrovare la voglia di lavorare c'è (inutile fare nomi) ma è evidente che questa sia solo una parte del problema, e nemmeno la più grave.

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  2. anch'io ho apprezzato tanto il tuo articolo Carlo. Non ho visto la partita ma sono felice dei positivi riscontri degli esordienti. Gente che dovrebbe giocare sin da ora a più alti livelli, fermo restando che squadre come il Milan, l'Inter, la Lazio o la Fiorentina attuali non sono poi tanto più forti di compagini considerata di mezza fascia. Poi credo che non sia questione di svogliatezza o di troppo agio, semplicemente puoi perdere fiducia e sicurezza nei tuoi mezzi se non riesci mai a confrontarti in certi ambiti. Gianni

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    1. ... e tu lo sai bene, caro Gian, avendo realizzato splendidi articoli su diverse ex giovani promesse un po' sparite dai radar del calcio di primo piano.

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    2. Vedremo ora cosa cambierà con l'introduzione delle nuove regole volute da Tavecchio. Dicevamo come fosse il caso di affidarsi a soluzioni anche drastiche arrivati a questo punto ma rimango convinto che a cambiare deve essere dapprima la mentalità dei tecnici. Per il resto grazie delle tue belle parole... La rubrica che ho tenuto a lungo per il sito del Guerin avrà un'appendice piuttosto ampia, anche se è un po' prematuro per parlarne. Ciao :-) Gianni

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