venerdì 27 gennaio 2017

IL RITROVAMENTO DEI FESTIVAL DI SANREMO '67 E '73: UN CAPOLAVORO DI ARCHEOLOGIA TELEVISIVA FIRMATO RAI

                                       Un giovane Roberto Vecchioni a Sanremo '73

Stiamo vivendo, senza mezzi termini, giorni memorabili per la storia della televisione italiana. Grazie a un accurato e certosino lavoro di ricerca, svolto anche al di fuori dei confini nazionali, la Rai ha finalmente colmato due gravi lacune del proprio sconfinato archivio: sono "tornate a casa" le serate finali dei Festival di Sanremo 1967 e 1973, considerate ormai da tempo perdute e introvabili. I due preziosissimi reperti sono stati immediatamente messi a disposizione del pubblico, essendo da ieri visionabili integralmente sul portale web Rai Play. Un colpaccio autentico, la cui enorme portata risulta a maggior ragione percepibile da chi, come me, è un appassionato del Festivalone nonché cultore della storia della manifestazione (al punto da avervi dedicato un e-book giusto un anno fa, ora in fase di revisione, aggiornamento e ampliamento in vista di una sperabile pubblicazione cartacea). 
I MISTERI DEL '67 - Sull'edizione sanremese del '67 si è ricamato a lungo, anche in maniera sgradevole, essendo stato, quello, il Festival segnato dalla tragica scomparsa di Luigi Tenco, di cui proprio oggi ricorre il cinquantenario: il dramma si consumò infatti nella notte fra il 26 e il 27 gennaio. Dico scomparsa e non suicidio, perché sono uno di quelli assai poco convinti che le cose siano andate come certifica la storia ufficiale, ma non è questa la sede per parlarne. La morte del cantautore è stata però presa spesso a pretesto per giustificare la misteriosa scomparsa della registrazione video di quel Sanremo. 
Una forzatura, in quanto Tenco si esibì nella prima serata e, come è noto, venne bocciato dalle giurie; non avrebbe dunque avuto senso "far sparire" anche la finalissima, in cui lui non compariva. Pare invece, così dicono fonti attendibilissime, che all'epoca la Rai trasmettesse ma non registrasse le due serate eliminatorie della kermesse, e quindi non ne tenesse copia: in effetti, se ci fate caso, non si sono mai visti filmati né della prima né della seconda serata di quel '67, e lo stesso discorso può essere fatto quantomeno per le edizioni del '66 e del '65. Potrebbe invece esserci qualcosa per alcuni Festival precedenti: le prime due sere del '61 e del '63 e la prima del '64, ad esempio, furono trasmesse in versione di "cronaca registrata", e quindi non è da escludersi che siano state conservate dall'ente televisivo di Stato. Ampiamente smentita anche la leggenda metropolitana dell'incendio che avrebbe distrutto parte dell'archivio (e quindi anche certe bobine sanremesi), evento di cui non esiste alcun riscontro ma che, purtroppo, è stato proprio in questi giorni riportato alla ribalta da una voce autorevolissima (ci ritornerò in seguito).  
RICERCHE ALL'ESTERO - Insomma, tante favole e nessuna prova. Probabilmente per la finale del '67, come per quella del '73 e per altre ancora non riportate alla luce, di semplice smarrimento si è trattato, o di imprecisioni nella catalogazione che hanno reso irreperibile il materiale incriminato. Poiché però già all'epoca Sanremo veniva diffuso all'estero, era chiaro che la principale strada da percorrere per ritrovare i reperti, una volta rovistato da cima a fondo l'archivio nazionale, fosse quella che portava ad altri Paesi: la registrazione del Sanremo '67, a quanto pare, sarebbe di provenienza maltese, mentre il '73 arriva dalla tv della Repubblica Ceca. Fu, quest'ultimo, il primo Festivalone prodotto a colori dalla Rai, e proprio in questa scintillante versione è da ieri visibile su Rai Play; all'epoca, il pubblico italiano dovette invece vederlo in bianco e nero, perché la tv a colori ebbe il via libera in Italia solo dopo tempi biblici, a causa di ostacoli di natura eminentemente politica: se ne sarebbe riparlato soltanto all'alba del '77.
I SANREMO PERDUTI - Sanremo '73 a colori, dunque; e a colori sono visibili su varie piattaforme Internet, da qualche anno, numerosi spezzoni della finale di Sanremo '76, anch'essa a lungo mancante e ritrovata grazie a un'emittente spagnola che la replicò, non molto tempo fa, in versione "eurovisiva", cioè mancante della parte conclusiva comprendente gli ospiti stranieri e la premiazione. Forse è un caso, forse no, sta di fatto che la maggior parte dei "Sanremo perduti" sono proprio quelli del periodo di più acuta crisi della rassegna canora ligure... Riportati dunque alla luce il '76 prima e, con un colpo da maestro firmato Rai, il '73, pare sia  stata recuperata anche la finale del '74 in versione parziale (speriamo sia resa fruibile via web al più presto), mentre mancano ancora tristemente all'appello parti importanti del '71 (serata conclusiva compresa) e l'intera finalissima del '75, e anche in questo caso sembra un segno del destino: fu infatti, la numero 25, l'edizione più disgraziata, disertata dai grandi big dell'epoca e dalle principali case discografiche, con un cast formato da cantanti di popolarità medio - bassa se non sconosciuti, con una proposta musicale tutt'altro che malvagia ma che non fece breccia nel cuore dei consumatori, tanto che le vendite dei dischi rimasero a livelli miseri. 
TECHE RAI PIU' APERTE - Ma anche in questi ultimi casi, visti i risultati appena ottenuti, è doveroso essere ottimisti. Sanremo '75 c'è, da qualche parte nel mondo, e presto rivedrà la luce, ne son quasi convinto. E' comunque importante che, d'ora in poi e come è avvenuto per il '67 e il '73 (e l'anno scorso per il '66, altra edizione accidentata sul piano della conservazione), tali riscoperte passino attraverso il canale ufficiale per eccellenza, ossia la Rai, che sfruttando le potenzialità della nuova piattaforma Rai Play può renderle disponibili a tutto il pubblico. La speranza è che quanto avvenuto in questi giorni sia il preludio a una completa, progressiva apertura dell'archivio digitale delle Teche, finora consultabile, da noi utenti comuni, in maniera parziale solo presso le sedi regionali Rai e pochi altri enti distaccati. 
UN BRUTTO "PORTA A PORTA" - Dei preziosi ritrovamenti compiuti grazie al lavoro indefesso di Luca Rea e di altri brillanti uomini e donne Rai, ha parlato ieri "Uno Mattina" in maniera sobria ed elegante, grazie a Umberto Broccoli che, affiancato da Francesca Fialdini, ha sapientemente e delicatamente abbinato l'evento "archivistico" alla rievocazione del dramma di Tenco. Non altrettanto si può dire di "Porta a porta", andato in onda la sera prima. Una trasmissione che già di per sé soffre del format infelice adottato da qualche tempo: cioè non più puntate monografiche, ma con numerosi argomenti in scaletta. Nell'occasione citata, si è spaziato dalle discussioni sulla legge elettorale alla tragedia di Rigopiano, dai problemi del sindaco Raggi al caso Tenco. Quest'ultimo, confinato a notte fonda, è stato affrontato con una leggerezza francamente deludente: informazioni imprecise (come il citato incendio, o come la morte di Dalida collocata nel 1982), il conduttore parso a lungo convinto che Iva Zanicchi (ospite in studio, e vincitrice del Festival '67) avesse vinto il Sanremo successivo, i dubbi sulla dinamica della morte del cantante  appena sfiorati e non approfonditi nonostante la presenza di un autentico esperto come Aldo Colonna, tre quarti d'ora costantemente in bilico fra tentativi di inchiesta appena abbozzati e show puro, con esibizioni della stessa Zanicchi e di Attilio Fontana nei panni di Tenco. La memoria di Luigi merita di più, ma dopo cinquant'anni ormai appare difficile uscire da un cliché celebrativo che, quantomeno sui canali mainstream, non vuole rinunciare  a certi discutibili punti fermi.  

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  1. Vitaliano Gallo 40 anni di fagotto, tra i Festival di Sanremo Tokyo e New York

    video : Vitaliano Gallo: Area Sanremo S-COMPOSIZIONE 

    https://www.youtube.com/watch?v=m0Y80D9dv6Q



    Vitaliano Gallo 1 fagotto presso la Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo
    festeggia quest'anno i suoi 40 anni di strumento :1977 / 2017
    Vocazione iniziata al conservatorio N. Paganini di Genova e proseguita al conservatorio G. Verdi di Milano.
    Durante una sua recente peformance ad Area Sanremo (s-composizione per fagotto solo) ha ricordato ai 700 spettatori entusiasti presenti, la sua vita musicale solistica tra i numerosi Festival di Sanremo teatro Ueno Bunka Kaikan di Tokyo e il teatro Dag Hammarskjöld dell'ONU di New York.
    Sito : www.orchestraprincipatodiseborga.com/images/foto_1.pdf

    Trasmettendo ai ragazzi la missione del musicista : « portare al di fuori l'arte che coltiviamo da dentro, generando felicità e gioia ».

    Altri video : vitaliano gallo / youtube
    http://vitalianogallofagottobassonvideo.blogspot.it/

    http://www.riviera24.it/2017/02/taglia-il-traguardo-dei-40-anni-di-carriera-il-maestro-vitaliano-gallo-pippo-baudo-ci-salutava-con-buongiorno-professori-246639/

    VIDEO intervista con il Direttore Andrea DiBlasio Riviera24

    http://www.liguria24.it/2017/02/06/taglia-il-traguardo-dei-40-anni-di-carriera-il-maestro-vitaliano-gallo-pippo-baudo-ci-salutava-con-buongiorno-professori/46847/

    http://www.sanremonews.it/2017/02/04/leggi-notizia/argomenti/altre-notizie/articolo/il-professore-dela-sinfonica-vitaliano-gallo-festeggia-i-40-anni-di-fagotto-tra-area-sanremo-tokyo.html
    video musicale fagotto vitaliano gallo

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