mercoledì 16 novembre 2011

VERSO UN SANREMO D'AUSTERITY?

La marcia di avvicinamento a Sanremo 2012 ha subìto un rallentamento. Gli anni scorsi, di questi tempi, era già stato pubblicato il regolamento della kermesse. Per il momento, invece, silenzio assoluto. Strano. La conferma del gruppo di lavoro del 2011, fondamentalmente Mazzi alla direzione artistica e Morandi alla presentazione, avrebbe dovuto significare conferma anche della "linea editoriale", dei meccanismi generali della gara e della manifestazione nel suo complesso. Continuo a pensare che così sarà, e proprio per questo il ritardo nella messa a punto delle... tavole della legge sanremesi suona alquanto inspiegabile. 
Ragionandoci in questi giorni, ho pensato che potrebbe non risultare estranea l'attuale situazione del Paese. Addirittura, direte? Ebbene sì: la grave crisi economica coinvolge anche la Rai, che ora comincia a rimpiangere amaramente i tanti investimenti a vuoto, leggasi soldi buttati in progetti fallimentari o in personaggi che, nella tv pubblica dei tempi d'oro, avrebbero potuto a malapena fare le vallette (o i valletti). E lo stesso Festival di Sanremo non è rimasto indenne da questo andazzo censurabile: le ultime edizioni si sono riempite di ospiti non cantanti, in particolar modo di attori americani, pagati a peso d'oro,  e che non solo non aggiungevano alcunché alla qualità dello spettacolo, ma anzi toglievano, e parecchio (John Travolta che massaggia i piedi a Victoria Cabello nel 2006 o l'imbarazzante intervista alla coppia De Niro - Bellucci dell'anno scorso rimarranno vette di pochezza televisiva non più raggiungibili, almeno lo si spera). 
In soldoni: è tempo di austerity, e ciò non potrà non riverberarsi anche sul Festivalone. In un periodo in cui si chiedono sacrifici anche a quegli italiani che non se lo possono permettere, una manifestazione così popolare non può rischiare... l'impopolarità coprendo d'oro star di dubbio talento e di indubbia inutilità. Quindi? Facile, potrebbe cambiare l'impostazione della rassegna: meno ospiti ma di maggior qualità, e soprattutto più spazio alla gara. Il che vorrebbe dire rielaborare il regolamento, magari per aumentare il numero di cantanti (la cui scarsità l'anno scorso si è avvertita soprattutto in finale, con tanti momenti di vuoto spettacolare che si sarebbero potuti riempire con qualche finalista in più) e modificare i meccanismi della gara, lavorando su eliminazioni e ripescaggi e dando più visibilità alla sezione Giovani. Tutte congetture assolutamente personali e prive di fondamento, naturalmente: magari (e sarebbe l'ora) la settimana prossima uscirà il regolamento e sarà tale e quale a quello dell'anno scorso. Rimane però il fatto che un Sanremo più "frugale", con meno lustrini e vedettes internazionali e più attenzione alla valorizzazione del patrimonio musicale italiano, non mi dispiacerebbe affatto. 

3 commenti:

  1. Sono perfettamente d'accordo con te. Io non spenderei una lira per ospitate promozionali pagate a suon di bigliettoni per occupare 15 minuti di diretta senza dire un'emerita mazza! Come non spenderei soldi per avere artisti stranieri ospiti che cantino in playback! Vogliono usare Sanremo per promozione? Bene arrivino un giorno prima e provino con l'orchestra. sarei altresì disposto ad usare quei soldi per pagare grandi artisti italiani perchè ritornino. In fin dei conti lo fece Aragozzini nei suoi anni. Si pagò per Cocciante e Zero, Pooh perchè debuttassero al Festival, così come si pagò per Minghi, Mietta, Masini perchè vi ritornassero consecutivamente quando non ne avevano bisogno dati i numeri dei loro dischi in quel periodo. Io farei lo stesso, anzichè sperperare per situazioni scialacquate!

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  2. Da profano del tema (Sanremo l'ho sempre seguito con poca attenzione ed interesse, tranne quello presentato da Vianello: fantastico!!), ho sempre pensato che la ricetta dovesse prevedere meno ospiti estranei alla musica, e più musica.
    Per questo mi trovo d'accordo con la tua proposta.
    Il problema è che il Festival, come tante altre realtà simili, vive (anche) d'immagine, e l'immagine non la fa il cantante o l'ospite bravo ma poco conosciuto, bensì anche un'inetto, purchè sia famoso.....
    Grazie per essere passato da me, Carlo. Come stai? come va il corso che mi dicevi volevi seguire? forse addetto stampa, può essere?
    un saluto
    Tommaso

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  3. Ciao Tommy! Il Festival di Vianello fu eccellente sul piano della presentazione (io stravedevo e stravedo ancora oggi per la Veronica Pivetti), sono d'accordo con te, ma musicalmente lasciò abbastanza a desiderare.
    Il corso per addetti di uffici stampa comincia a gennaio... Mah, che ti devo dire? Piuttosto che stare con le mani in mano meglio di niente, spero che possa almeno servirmi per agganciare qualche conoscenza, perché i tempi sono davvero grigi... Tu invece stai facendo qualche altra cosa sempre in ambito F.I.R.E.?
    Tornerò a trovarti sul tuo blog, devo dirti che nonostante la giovane età scrivi di politica con buona sensibilità e mostrando conoscenza dell'attualità e del passato. Non è poco per l'argomento che affronti, che anch'io trovo molto affascinante (soprattutto nei suoi risvolti storici) ma che è estremamente complesso. Ripassa quando vuoi da qui, ora forse, dopo le ultime brillantissime vittorie (...) preparo un pezzo sul Genoa...

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