domenica 4 novembre 2012

L'INTER DI TORINO HA SALVATO IL CALCIO ITALIANO. QUANTO DURERA'?

                                                       Esultanza interista

Vincendo a Torino, l'Inter non ha solo salvato la lotta scudetto da una... morte precoce. No, nell'impresa nerazzurra in casa Juventus c'è stato di più, molto di più: le stilettate di Milito e Palacio hanno salvato la faccia, forse addirittura la vita, di tutto il movimento calcistico italiano. La sensazione è che, purtroppo, si sia trattato di un salvataggio momentaneo, perché i guasti sono troppo profondi in ogni ganglio vitale del sistema per essere aggiustati in una sola sera, ma visto l'andazzo recente non è il caso di far troppo gli schizzinosi (o choosy, come ama dire un nostro non irresistibile ministro dalla lacrima facile). 
CREDIBILITA' - Onestamente, a sette giorni di distanza dallo scandalo di Catania, uno dei punti più bassi toccati dal calcio tricolore in oltre cento anni di storia (roba che "er go' de Turone" del 1981 scade a semplice episodio da moviolone per tv private), ho tremato al pensiero di cosa sarebbe potuto accadere se anche il match scudetto, lo scontro più atteso dell'anno, la partita che avrebbe dovuto lanciare definitivamente la Juve verso il titolo e verso il record di imbattibilità, fosse stato deciso dall'ennesimo, clamoroso, solare errore arbitrale pro bianconeri (il fuorigioco di Asamoah). Intendiamoci, non che mi aspettassi chissà che: gesti di protesta clamorosi degli sconfitti, squadra ritirata dal campo, azioni legali. Nulla di tutto ciò, perché il calcio italiano, questo triste calcio italiano, è abituato ad andare avanti nascondendo sotto il tappeto tutta la sua sporcizia, metabolizzando vicende che in un consesso civile non dovrebbero mai passare in cavalleria. E però, di certo, il contraccolpo sul piano della credibilità interna e internazionale sarebbe stato enorme, qualcosa di molto simile a un colpo di grazia definitivo per le pallide ambizioni di rinascita del pallone tricolore, già preso ampiamente a pesci in faccia nelle competizioni europee per club e sempre più a disagio in quel ranking Uefa che un tempo non lontano ci vide dominatori. 
IN FUGA DAGLI STADI - Sono convinto del fatto che, dopo l'orrore del Massimino di una settimana fa, molti tifosi abbiano deciso di non mettere più piede in uno stadio. Non li biasimo: continuare a seguire con passione uno sport in cui la legge non è uguale per tutti e in cui, anzi, c'è sempre qualcuno più uguale degli altri (oggi i bianconeri, ieri altre grandi, domani chissà, non è una questione di società ma di modus operandi generale), è qualcosa che rasenta l'ottusità o, nella migliore delle ipotesi, il sadomasochismo. Ormai il velo sulle vergogne del nostro football è stato ampiamente sollevato da anni di malgoverno, di scandali, di gestione fallimentare sotto tutti i punti di vista (tecnico, finanziario, organizzativo): la favoletta che ci raccontavano fin da piccoli, quella che "i torti e i favori arbitrali a fine anno si compensano per tutti", e che qualche buontempone irrispettoso del buon senso comune continua a propinarci, oramai non se la beve più nessuno. 
Ieri sera, però, si è rischiato il corto circuito definitivo. Solo che, per una volta, Eupalla, la Dea del calcio partorita dalla penna di Gianni Brera, ha deciso di entrare in azione per salvare il salvabile, restituendo un minimo di attendibilità a una vicenda agonistica altrimenti destinata a precipitare nella finzione stile wrestling e nel caos, fra tifosi indignati, società sull'aventino, arbitri (giustamente) nell'occhio del ciclone. Perché questa volta, boutade del tipo "è vero, siamo andati in vantaggio con un gol irregolare, ma alla fine avremmo vinto lo stesso perché giochiamo meglio e siamo in più forti", i veri amanti del calcio italiano non le avrebbero accettate. Per tutto questo, benedetta sia stata la vittoria dell'Inter, al di là del peso che questa potrà avere nell'assegnazione del titolo a maggio: rimane ancora qualcosa in cui credere, a cui aggrapparsi per noi poveri fessi che ancora dedichiamo qualche ora del nostro tempo a questo sport in stato comatoso. 
ESISTE UN PROBLEMA ARBITRI ITALIANI - Cionondimeno, le questioni rimangono tutte sul tappeto: quest'estate, dopo un altro capitolo scandaloso, la Supercoppa di Pechino fra Juve e Napoli decisa dall'entrata in scena in pompa magna del direttore di gara, avevo cercato di fornire un'interpretazione della questione un po' fuori dal coro, concentrando l'attenzione non già sui bianconeri favoriti o sulla premiazione disertata dai partenopei, quanto sull'impreparazione e le manie di protagonismo di tante, troppe giacchette nere italiche. Come si è visto in questa settimana devastante per la credibilità della categoria dei fischietti, la tematica rimane più che mai all'ordine del giorno: mai come in questi ultimi tempi gli arbitri hanno assunto un'incidenza così profonda, spesso a sproposito, nel determinare l'esito definitivo delle contese. 
TRASPARENZA - Ecco, a tutto ciò si dovrebbe dire basta: pensionando chi si è dimostrato non all'altezza e ricorrendo massicciamente, come si fa in altre discipline, alla tecnologia. E magari tentando un ripescaggio delle designazioni per sorteggio. Una tale operazione avrebbe il sapore della trasparenza, e solo la trasparenza (unita ovviamente ad adeguate competenza e preparazione) può salvare il nostro calcio, perché se si insinua nel tifoso il sospetto che non si combatte ad armi pari, beh, è il principio della fine. 
Il calcio italiano è però vittima di un immobilismo che si potrebbe risolvere solo azzerando i vertici della federazione e commissariandola. Ma non mi pare sia aria e allora continuiamo così, navigando a vista, nella speranza che ogni tanto compaia un'Inter capace di essere più forte delle ingiustizie e di ripulire parzialmente e temporaneamente l'immagine compromessa del nostro sgangherato pallone, che sarà sempre meno competitivo e destinato a esibire poveri spettacoli davanti a spalti sempre più deserti, se chi lo governa continuerà a non vedere lo sfascio in cui lo sta precipitando. 

5 commenti:

  1. D'accordissimo sull'analisi legata all'inadeguatezza - più volte appurata - dell'intero sistema arbitrale italiano! Ma come è possibile una così evidente disparità di giudizio??? Ok, niente malafede, ma è pure difficile allora sbagliare sempre a favore di una squadra. Ormai esistono trasmissioni che vivisezionano tutto, davvero a un arbitro conviene per tenersi buoni gli Agnelli (perchè di questo in fondo sono tacciati, più che di una naturale "sudditanza") essere messi al bando da ogni media italiano, tv o giornali? Non me lo spiego, veramente! E poi per una volta dissento pure dal maestro Sconcerti che ha elogiato Conte per aver sostituito Liechtsteiner, in pratica "espellendolo" dopo quel fallaccio da cartellino viola, non sanzionato da un arbitro alquanto "impreparato", mettiamola così! Altro che punizione per il giocatore ed esempio da seguire, Conte ha pensato bene di sostituirlo prima di rimanere fatalmente in 10.. io questa la chiamo furbizia o strategia, altro che rigore morale!

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  2. Su Lichtsteiner e Conte ti do ragione, e fra l'altro di recente Sconcerti ne sta scrivendo di cose, diciamo così, discutibili... Sì, il rigore morale è un'altra cosa: anche la stampa ufficiale dovrebbe cominciare a riflettere sul proprio atteggiamento troppo spesso ossequioso nei confronti delle grandi. Vabbè che la stragrande maggioranza dei tifosi (e quindi dei lettori) è concentrata sulle famose tre squadre, ma anche gli altri hanno il diritto di leggere cose decenti...

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  3. Da tifoso Juventino la cosa che fa + rabbia è la platealità degli errori a favore della Juve......io da tifoso li gradirei errori piccoli e meno plateali tipo quelli delle ultime partite dell'inter

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  4. Mi accodo al commento dell'Anonimo delle 14.55 e aggiungo che (da tifoso juventino) secondo me l'Inter non solo ha salvato il calcio Italiano, ma anche quello Europeo, Mondiale e Interplanetario! Secondo me dovrebbero farvi vincere uno scudetto così, a c'zzo, per premiarvi di tutto ciò.....come?! già fatto?! ....ah....
    Marco

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    1. "Dovrebbero farvi vincere" a chi, scusa? Chi ha scritto questo articolo non è affatto interista...

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