lunedì 8 luglio 2013

MUSIC SUMMER FESTIVAL: FESTIVALBAR IN VERSIONE 2.0?


Il caro, vecchio Festivalbar è improvvisamente rinato a nuova vita, resuscitando in... versione 2.0? Andiamo con ordine. La buona notizia è che dal grigiore dei palinsesti Mediaset degli ultimi anni è spuntata, come un fiore nel deserto, una kermesse canora che, nei suoi tratti essenziali, ricorda molto da vicino i "raduni canzonettistici" che affollavano i nostri canali televisivi nell'età dell'oro degli anni Ottanta e Novanta. Per il Music Summer Festival - Tezenis Live, rassegna in quattro puntate partita giovedì scorso su Canale 5, il termine di paragone più plausibile col passato, per come è strutturato l'evento, è proprio la gloriosa e mai abbastanza rimpianta creatura di Vittorio Salvetti. Diciamo subito che, in linea di massima, non si può non plaudire all'iniziativa: la musica italiana aveva disperatamente bisogno di una nuova vetrina promozionale sul piccolo schermo, laddove, fino all'anno scorso, una volta consumato il rito istituzional - celebrativo (io premio te, tu premi me e via così) dei Wind Music Awards, i nostri cantanti si trovavano... televisivamente appiedati, costretti a percorrere altre e certo più impervie vie per giungere al cuore del pubblico e dare visibilità alle loro più recenti produzioni anche durante la stagione calda.  
COME I FESTIVALBAR DEGLI OTTANTA - Oltretutto, anche se verosimilmente chi lo ha ideato non se ne è accorto, il Music Summer Festival è molto più vicino ai Festivalbar di vero culto, ossia quelli delle prime edizioni "berlusconiane" a cavallo della metà degli anni Ottanta, che non all'ultima versione della storica manifestazione, quella andata in pensione nel 2008 e che si caratterizzava per essere una semplice passerella di artisti italiani e stranieri, senza una competizione vera e propria e con vincitori decretati  dall'organizzazione senza classifiche e votazioni popolari. Al MSF, come a quei lontani Festivalbar targati eighties, invece la gara c'è, anche se riservata  ai giovani e ai DJ (come all'epoca c'erano il Discoverde, sezione nuove proposte, e la categoria Deejay-star, disfida fra artisti che proponevano musica dance e che lanciò personaggi come Carrara e Valerie Dore), e ci sono perfino gli intermezzi comici (nelle prime edizioni trasmesse su Canale 5, 1983 e 1984, facevano spesso capolino sul palco i vari cabarettisti di casa alla  Fininvest, da Gigi Sabani a Gigi e Andrea). 
FORMAT EFFICACE - Insomma, senza volerlo, chi ha ideato e organizzato il Music Summer Festival gli ha dato un sapore vintage assai più sostanzioso di quanto emerga a prima vista. E il buon impatto televisivo di un format vicino a certi schemi del passato dimostra che i discorsi sui tempi che sono cambiati, e con essi le modalità di fruizione del prodotto musicale sul piccolo schermo, lasciano un po' il tempo che trovano. E poi, quali sarebbero le nuove modalità di fruizione? Le noiose feste "governative" della discografia come i WMA (peraltro quest'anno salvati da un maggiore coraggio nell'allestimento del cast, cosa che avevo sottolineato sul blog)? E lasciamo fuori dal discorso il Festival di Sanremo, che ha un radicamento talmente forte e una... costituzione così sana e robusta da poter resistere a crisi, cambi generazionali, stravolgimenti dei gusti, ma che nella maniera in cui è  attualmente impostato non sempre aiuta la musica, riempito com'è di elementi extra che con la canzone c'entrano come i cavoli a merenda (nell'ultima edizione c'è stato un po' più di rigore in tal senso, per fortuna).
IL TRIBUTO AI TALENT - Il nuovo format di cui non si può non tener conto è di certo quello dei talent show: così, i giovani in gara al MSF vengono giudicati dai colleghi big, una sorta di supergiuria di qualità che dovrebbe risultare assai più affidabile di quelle allestite in anni recenti al Festivalone ligure, caratterizzate dalla presenza di vip che non potevano certo esser definiti sommi esperti delle sette note... Il tributo ai talent porta però anche alcune contraddizioni: vedere Antonio Maggio, trionfatore fra i giovani a Sanremo, ancora costretto a cimentarsi nella categoria degli esordienti, e per contro un "Amico di Maria", Moreno, essere introdotto sul palco di Roma fra fanfare e squilli di tromba e collocato fra i super divi fuori concorso, beh, stona un po', anche se dalla sua parte ci sono i riscontri di vendita, effettivamente notevoli.

                                      Moreno, protagonista al Music Summer Festival

LE SOLITE FACCE - Il vero tallone d'Achille del Music Summer Festival non è stato questo, a ben vedere, e nemmeno lo squilibrio di valori fra i due presentatori, con una Alessia Marcuzzi fin troppo gigioneggiante ma tutto sommato padrona della situazione (anche lei, del resto, rappresenta un trait d'union con un'altra epoca felice del Festivalbar e della musica tv, la seconda metà dei Novanta) alla quale ha fatto da contraltare un Simone Annichiarico totalmente pesce fuor d'acqua, privo di slancio e freddo come un ghiacciolo. No, il vero "buco nero" della manifestazione è rappresentato dalla solita ristrettezza di vedute nella composizione del cast dei big. Certo, fa sempre piacere vedere all'opera gente come Gianna Nannini ed Eros Ramazzotti, e del resto sono fondamentali per assicurare all'evento una adeguata audience. Però, gira che ti rigira, la sfilata catodica è riservata sempre ai soliti nomi (i due citati, Zucchero, Pino Daniele...): personaggi che non hanno certo bisogno di promozione, perché sono fra i pochi artisti italiani ancora in grado di fare sistematicamente il vuoto nelle hit parade. Voglio dire, giusto che ci siano per impreziosire lo spettacolo, ingiusto che si punti quasi tutto sulla loro presenza togliendo spazio ad altri che, invece, di promozione e passaggi tv avrebbero bisogno come il pane, al contrario dei "divi". 
I DIMENTICATI - Faccio alcuni esempi: nelle scorse settimane, hanno dato alle stampe le loro nuove opere cantanti di assoluto valore come Alexia, Marco Masini, i Velvet, Fabrizio Moro, Enrico Ruggeri, Paola e Chiara, Erica Mou (rivelazione di Sanremo 2012),  Niccolò Fabi, Antonella Lo Coco, Federica Camba, Anna Tatangelo. Veterani, giovani, big di fresco conio e qualche rappresentante di quella generazione di mezzo degli anni Novanta troppo presto accantonata, diciamo pure "pensionata" a livello mediatico ed esclusa dal grande giro dei passaggi tv. E' la classe media della nostra musica leggera, professionisti di talento e di discreto seguito che magari non sbancheranno le classifiche (però qualcuno di loro lo ha fatto, in passato) ma che meritano visibilità e necessitano di un sostegno maggiore rispetto a quello dato agli onnipresenti mostri sacri. Poiché il cartellone del Music Summer Festival è in evoluzione, magari qualcuno dei sopra citati comparirà nelle prossime tre serate, e sarò il primo ad esserne felice. Per il momento, non posso che registrare questo "strabismo" artistico degli organizzatori, che puntano a vincere facile con cantanti dall'appeal internazionale innegabile (ma che rischiano di inflazionarsi) e non hanno il coraggio di fare accomodare al tavolo anche il  resto della popolosa (e meritevole) fauna canzonettistica nostrana.
IL RAP E I SUOI NUOVI PROFETI - Di originale, nella serata romana andata in onda giovedì scorso, c'è stato l'ampio spazio riservato agli esponenti del mondo rap in tutte le sue sfaccettature e contaminazioni: una presenza financo sovrabbondante, ma anche qui c'è poco da scandalizzarsi. Se il criterio di scelta è stato quello... commerciale, non si poteva fare altro: dando un occhio alla classifica di Sorrisi e Canzoni della settimana scorsa, nella top ten dei cd più venduti ci sono quattro artisti catalogabili in questa categoria: Moreno, Fedez, Gué Pequeno e Coez, tutti presenti sul palco del Music Summer Festival. Queste rassegne canore devono avere la capacità di anticipare certe tendenze ma anche di registrare fedelmente quelle già sulla cresta dell'onda: e questo è il momento del rap, piaccia o no, anche se questa improvvisa deflagrazione di un genere non propriamente alla portata di tutte le orecchie, con conseguente sovraesposizione televisiva, porta con sé il rischio di una rapida saturazione. 

4 commenti:

  1. ci siamo già confrontati, direi ampiamente, sulla trsmissione.. io sono stato anche più severo in un certo senso.. spero davvero che alcuni degli artisti citati possano essere inseriti in corso d'opera ma ne dubito. Mi piacerebbe perchè si tratta di artisti con ancora qualcosa da dire... e poi gente come MASINI, MORO,RUGGERI ha un grande passato e specialmente FABRIZIO MORO molte cose ancora da dire e trasmettere.. ho ascoltato tutti i suoi dischi e sono pieni di passione e di contenuti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da notizie lette in rete, pare che almeno Ruggeri dovrebbe comparire nelle prossime puntate, anche se ciò sposterebbe di poco i termini della questione.

      Elimina
  2. Alexia è stata invitata ma durante i giorni delle registrazioni si trovava in tour in Brasile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie dell'informazione! Contento che all'estero venga ancora apprezzata come merita.

      Elimina