sabato 10 settembre 2011

SERIE A: GIOVANI ITALIANI ALLA RIBALTA?

Con Milan - Lazio, la Serie A è partita all'insegna dello spettacolo e dei gol. Ne siamo lieti. In questo clima di crisi ben più che strisciante, dopo le tante brutture che il football ci ha riservato nei mesi scorsi, era importante dare un primo segnale forte a un pubblico un po' disamorato e ulteriormente scosso dalla vicenda sciopero.
Se ne riparlerà.  Quello che ora mi preme è fornire una chiave di lettura diversa al campionato che consumerà in questo week end la sua prima giornata. Nulla di originale, per carità: però l'estate mediatica è trascorsa parlando di grandi colpi sul mercato straniero (rimasti perlopiù nel campo dei sogni e delle intenzioni, ma questo è un altro discorso), con paginate e articolesse dedicate alle celebrazioni di presunti fenomeni d'oltrefrontiera, che fino al giorno prima nessuno, probabilmente nemmeno gli autori dei pezzi, aveva mai sentito nominare. 
Questo andazzo non mi sta bene, poiché ritengo che nel calcio la componente "nazionale" sia fondamentale, e di conseguenza ritengo delittuosa, quali ne siano le ragioni, la politica adottata negli ultimi anni dalle nostre società, quella di riempire le nostre squadre di stranieri, perlopiù modesti, penalizzando sempre più il vivaio nostrano. 
E' per questo che, con questo post, mi propongo di evidenziare come il campionato nascente possa rappresentare un'opportunità anche per molti giovani e giovanissimi italiani. I nomi su cui puntare non mancano: certo, se poi finiranno in panchina alle prime défaillance per lasciare spazio all'argentino o al finlandese di turno, questo è un altro discorso...
PORTIERI - Qui, onestamente, non c'è molto. Da segnare sul taccuino il nome di Consigli, che rivede la Serie A con l'Atalanta. Lo ricordiamo nel gruppo dell'Under 21 di Casiraghi che disputò le Olimpiadi di Pechino. Dopo i promettenti esordi in A, andò incontro ad alcuni svarioni che ne frenarono l'ascesa. In B è tornato su buoni livelli e quest'anno avrà il suo bel da fare per opporsi  ai possenti attacchi della massima categoria. Non dimentichiamoci di Marchetti, che torna in pista con la Lazio dopo una anno di forzata inattività. Era arrivato a diventare il vice Buffon in Nazionale e a giocare da titolare lo sciagurato Mondiale sudafricano (dove non brillò per sicurezza, ma non si macchiò nemmeno di errori gravissimi): riuscirà a recuperare il terreno perduto? 
DIFENSORI - Il centrale del Cagliari Astori, già nel giro azzurro, è atteso alla definitiva consacrazione, mentre si attende una conferma dal fiorentino Camporese, gettato nella mischia l'anno scorso da Mihajlovic e talmente a suo agio fra i grandi da non uscire quasi più di squadra. Occhio ad Acerbi, che il Genoa ha preso dalla Reggina per girarlo al Chievo: forte in marcatura e sui palloni alti, è uno dei prospetti più interessanti per il futuro del calcio italiano. Nel Milan, l'anno scorso, è finalmente esploso Abate, che da cavallone un po' distratto nelle chiusure difensive si è trasformato in calciatore tatticamente disciplinato, pur non rinunciando alla sua efficacia nelle avanzate: deve ripetersi, per puntare dritto alla Nazionale. E, sull'altro versante del campo, il genoano Antonelli, che l'azzurro l'ha già assaggiato, ha i mezzi tecnici e fisici per non far rimpiangere Criscito, anche se è forse meno esplosivo negli inserimenti offensivi. Il Parma scommette sul terzino sinistro Rubin e tenta il recupero di Santacroce, ex Under 21 frenato dagli infortuni in una ascesa che pareva inarrestabile. Non va dimenticato, infine, il laziale Crescenzi, atletico difensore centrale, senso della posizione e personalità già spiccata.
CENTROCAMPISTI - Occhio ad Andrea Poli: nell'Inter non sarà facilissimo trovar spazio, ma è giocatore di classe, temperamento, gran catalizzatore della manovra grazie alla sua visione di gioco. Lo stesso dicasi di Luca Marrone, che ad occhio e croce potrà emergere nella Juve anche perché i vari Marchisio e Pirlo avranno spesso bisogno di rifiatare: incontrista e costruttore, spesso devastante al tiro. Bertolacci, centrocampista del Lecce dalla spiccata vocazione offensiva, l'anno scorso ha avuto un impatto devastante con la Serie A (se lo ricordano bene Juve e Udinese...): saprà ripetersi? 
Si spera riesca finalmente ad affermarsi, dopo anni di anticamera, il senese Bolzoni, che in mezzo al campo dà sostanza e raziocinio: se uscirà indenne dalla sfide infuocate per la salvezza, potrà definitivamente spiccare il volo verso lidi più prestigiosi. Dopo una stagione con più bassi che alti, l'italo - argentino Schelotto riparte da Bergamo, per movimentare un po' il fronte offensivo con le sue sgroppate sulla destra, e troverà valido appoggio nell'ottimo Bonaventura, sensazione dell'ultimo torneo cadetto, fantasia, dinamismo e intelligenza tattica al centro o all'esterno, sovente mortifero in zona gol. 
Ancora: riparte da Cesena Candreva, uno che in mezzo al campo sa faticare ma soprattutto costruire e rifinire: chiamato in azzurro prima degli ultimi Mondiali e poi accantonato abbastanza inspiegabilmente, ha tempo e doti per ritornarci. Un po' come il compagno di squadra a Cesena, Parolo, non più di primo pelo ma approdato tardi alla grande ribalta, eclettico e dinamico, completo, abilissimo nel tiro a rete: già testato da Prandelli, di fronte a un altro campionato da assoluto protagonista non ci stupiremmo di trovarlo nel listone per gli Europei. Con tutto il rispetto, in Romagna è sprecato. 
ATTACCANTI - Gruppone interessante, capitanato da El Shaarawy. Il gioiellino cresciuto in casa Genoa  ed esploso a Padova nell'ultima stagione si trova di fronte a un'annata decisamente impegnativa, al Milan, con una concorrenza terribile. Rischia di fare spesso da spettatore, ma ha già il coraggio e la sfrontatezza dei grandi, e colpi da campione assoluto che ne esaltano la tecnica eccelsa e l'ottima impostazione fisica. Variabile impazzita dell'attacco, può essere uno dei punti cardine del calcio italiano del futuro. Classe sopraffina anche per Fabbrini, jolly offensivo, ispiratore, rifinitore e finalizzatore della manovra. Guidolin crede nei giovani e a Udine dovrebbe trovargli il giusto spazio. 
L'Atalanta ripropone in massima serie Marilungo, protagonista due anni fa di un debutto folgorante con la Samp (subito due gol al Cagliari) e poi un po' intristitosi in cadetteria: ha scaltrezza e fiuto del gol, può far bene. Sempre da Bergamo si attendono buone notizie da Gabbiadini, giovanissimo e già punto fermo dell'Under 21 di Ciro Ferrara. A Lecce si punta molto su Pasquato, estroso tuttofare offensivo che può accendere la terza linea e far impennare le speranze salvezza dei salentini, mentre nella pletorica rosa della Roma dovranno sgomitare Borini, maturato dall'esperienza inglese, e la fantasiosa e ficcante ala Caprari, già al debutto in Champions League. Acquafresca cerca col Bologna di completare il rilancio già avviato a Cagliari,  a Verona dovrebbe facilmente trovar spazio Paloschi, tecnico, rapido, opportunista, concreto, stesso discorso, a Siena, per il talento di scuola interista Destro, che sa essere mortifero sotto porta. 

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